2019
Solidarietà’ con rifugiat lgbtqi+ a lesbo
Nonostante tutto noi amiamo
“Non esistono ‘i senza voce’. Esistono soltanto persone che volontariamente mettiamo a tacere, o quelle che decidiamo di non ascoltare” –
Arundhati Roy
Visto che l’omosessualità continua a essere illegale in 72 nazioni, è ovvio il motivo per cui molte persone LGBTQI+ diventano rifugiate. Molt di noi sono scappat di casa per via delle persecuzioni, della violenza, delle minacce e perché abbiamo dovuto nascondere le nostre identità di genere. Quando siamo arrivate a Lesbo, aspettandoci di trovare sicurezza, siamo rimast sconvolt nel constatare che le stesse cose continuano ad accadere anche qui. Molestie omofobe e attacchi violenti sono frequenti e gravi: per mano degli altri residenti del campo di Moria, così come da parte degli sbirri e delle guardie del campo. Secondo il sito web dell’UNHCR1, i nostri specifici bisogni e la nostra specifica necessità di sicurezza dovrebbero esseretenuti in conto. Vi si può leggere: “Nell’UNHCR lavoriamo per proteggere i/le richiedenti asilo e i/le rifugiat LGBTQI ovunque”, e subito dopo il tasto “Fai una donazione”. Ma mentre l’UNHCR e altre grosse organizzazioni ci hanno comodamente usat per raccogliere fondi e per motivi pubblicitari, hanno dimostrato un fallimento strutturale nel provedere supporto vero e specifico alle persone queer migranti a Lesbo.
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AMORE E RABBIA