Guigno 2023
Composizione e destituzione da Atlanta alla Francia – Nicolò Molinari
Questo testo, scritto tra aprile e maggio 2023, prova a mettere in fila alcuni ragionamenti strategici a partire da esperienze di lotta recenti tra Stati Uniti e Francia. Non si tratta di un bilancio, né tantomeno di un insieme di indicazioni prescrittive, si tratta di un tentativo di ragionare sulle strategie dei movimenti e dei limiti che incontrano. Si potrebbero considerare le condizioni storiche come ostacoli inaggirabili che conducono alla inesorabile declino dei movimenti, oppure, si potrebbe affermare che la sconfitta è già inscritta nella composizione sociologica di classe di chi si mobilita. Il problema invece è strategico, ossia di saper cogliere nei conflitti quelle tendenze che le conducono su delle ‘impasse’ già annunciate, per provare piuttosto ad esplorare delle ipotesi alternative. Una ‘strategia della composizione’ con le forze politiche esistenti raggiunge rapidamente dei limiti di allargamento, e una volta satura, ripiega conseguentemente su dinamiche politiche classiche: il consenso nei confronti dell’istanza della lotta può essere facilmente capitalizzato dalle forze elettorali, mentre vengono represse le parti che si sono fatte portatrici di quelle spinte non ritenute legittime all’interno di un quadro “legale”. Il recente ciclo di lotte in Francia pone delle questioni rispetto a quali rapporti intrattenere con le forze della sinistra: ad esempio su come l’essere rimasti dentro l’orizzonte strategico del sindacato, senza averne saputo avanzare uno autonomo, abbia condotto il movimento contro la riforma delle pensioni ad una sconfitta insindacabile. Dall’altra parte cavalcare delle istanze ecologiste di grande consenso può consentire di ottenere una maggior legittimazione pubblica e diffondere forme di azione come il sabotaggio, ma dopo una prima fase si scivola facilmente in meccanismi di
recupero elettorale e repressione. Gli interventi dei gruppi autonomi o radicali che provano a porsi alla testa dei movimenti per spostare l’asse politico della sinistra istituzionale ha degli evidenti limiti strategici se non riesce a far saltare le rappresentazioni politiche classiche, venendone sostanzialmente catturati…
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