
Febbraio 2026
Stato, criminalità e guerra civile in Messico
Senza lo Stato la Mafia non esisterebbe, senza la Mafia lo Stato ne inventerebbe una (Bonanno, Alfredo M. Dissonanze, Edizioni Anarchismo, 1999). Mai come oggi si respira un clima diffuso di indebolimento dei valori fondamentali della convivenza civile e gli avvenimenti mondiali continuano a mostrarci in modo spudorato l’assenza di una logica diretta allo sviluppo progressivo dell’umanità. Due secoli di proclami e di attesa hanno prodotto una sola certezza: nessuna dinamica storica redime ciò che non viene spezzato dalla volontà umana e il futuro, inteso come prosecuzione lineare di ciò che conosciamo, semplicemente non esiste. Il “mondo-senza-umani” (Anders, Günther. Eccesso di mondo, Mimesis, 2000) non è una metafora metafisica, ma lo specchio di ciò che ci circonda. Il tratto nichilistico profondo insito fin dalle origini nella civiltà del progresso appare oggi in tutta la sua evidenza, a Gaza, in Ucraina, negli Stati Uniti, in Messico, come qui: una macchina di sterminio delle eccedenze vitali. La nostra esistenza quotidiana ridotta a calcolabilità, disponibilità, insieme esposta a bersaglio potenziale e incorporata come vettore di una macchina scientifica-industriale-militare che non rimanda ad alcun fine esterno alla sua auto-riproduzione illimitata. Un sempre “più”, sempre “oltre”. Oggi è la totalità della vita a svelarsi teatro di guerra…
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SENZA LO STATO