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SPAZI PERICOLOSI

Resistenza violenta, autodifesa e lotta insurrezionale contro il genere

C’è una violenza che domina. È picchiare le persone gay. È lo stupro. È la vivisezione e i laboratori di vivisezione. È la banca e il negozio di caffè. È la benzina per le auto e il carcere. È il tuo lavoro, il tuo affitto ancora da pagare, i tuoi denti marci, le tue ferite che non riescono a guarire. È il silenzio che ti fa tenere tutto questo dentro. C’è una

violenza che libera. È l’uccisione di un omofobo. È tagliare le gambe ad uno stupratore. È incendiare un allevamento e vedere i visoni fuggire. È spaccare le vetrine e l’esproprio di cibo. È lo sbirro in fiamme e le sommosse dietro alle barricate. È evitare il lavoro, occupare, l’amicizia criminale e il rifiuto totale di compromessi. È il caos che non può essere fermato. Il mantenimento di questo mondo dipende dalla totale assimilazione della prima e dalla totale soppressione della seconda. Questa soppressione viene effettuata in molti modi: arresti, tribunali, infiltrate, infami, videosorveglianza, licenziamenti, accuse di cospirazione, isolamento, sgomberi. Tuttavia, la soppressione della violenza rivoluzionaria necessita di molto più che polizia e galere, c’è bisogno di un velo ideologico per mascherare l’esistenza di questa violenza.

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